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Titolo
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Rassegna Produzione Civile - OTO Melara (1905-1994)
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Livello di descrizione
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it
Raccolta
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Descrizione
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La rassegna vuole porsi come strumento di ricerca per gli utenti interessati allo studio di un momento particolare dell'azienda, quello in cui, per ragioni di natura politico-economica, gli stabilimenti spezzini rivolsero la loro attenzione alla produzione civile.
Il compendio presenta diverse sezioni dedicate ai vari settori produttivi:
- trattori e macchine agricole;
- carrelli elevatori;
- macchine tessili;
- elementi del comparto filo-ferroviario.
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estremi cronologici
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1946 - 1994
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Copertura territoriale
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La Spezia
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Altra denominazione soggetto produttore
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VICKERS TERNI Società Anonima di Artiglierie ed Armamenti (1906-1923)
TERNI Società per l'Industria e l'Elettricità (1923-1927)
ODERO TERNI Società per la Produzione di Natanti Macchine Utensili e Armamenti (1927-1929)
ODERO TERNI ORLANDO Società per la Costruzione di Navi Macchine ed Artiglierie (1929-1951)
Società MECCANICA DELLA MELARA S.M.M. (1951-1955)
OTO Melara S.P.A. (1955-1994)
OTOBREDA (1994-2001)
OTO Melara S.P.A. – Finmeccanica (2001-2016)
Leonardo Divisione Sistemi di Difesa (2016 – 2018)
Leonardo Divisione Elettronica (2018 - ad oggi)
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descrizione contesto storico istituzionale
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Sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1906 sotto la ragione sociale “Vickers Terni Società Anonima di Artiglierie e Armamenti”, il nome dell'azienda spezzina è stato legato al comparto bellico e alla produzione di sistemi di difesa per il mercato nazionale e mondiale. La sua stessa nascita, in un contesto storico di corsa agli armamenti e di tensioni internazionali, si può collegare all'esigenza italiana di poter contare su uno stabilimento centralizzato e funzionale alla costruzione di armamenti, siano questi destinati a completare le navi da guerra, che devoluti a incrementare il settore delle artiglierie terrestri. Occorre tenere a mente infatti che nel primo decennio del 900' l'intera produzione bellica nazionale era affidata alla società industriale Gio. Ansaldo Armstrong & C. , che riuniva sotto di sé i cantieri navali e gli stabilimenti genovesi insieme agli stabilimenti meccanici Armstrong-Pozzuoli.
Nei primi anni in cui la Vickers Terni è attiva inizia la costruzione di grosse e medie bocche da fuoco, destinate al comparto navale e terrestre, attività che proseguirà e si intensificherà negli anni della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, senza particolari interruzioni. Solo nel periodo tra i due conflitti si sperimenteranno soluzioni destinate alla produzione industriale rivolta al settore civile, declinata in particolare nella costruzione di elementi ferroviari, di turbine, motori diesel e caldaie.
Ma l'identità dell'azienda spezzina, da sempre legata al settore produttivo di armamenti, subisce una vera e propria ridefinizione nei primi anni del secondo dopoguerra, quando, con il Trattato di Parigi del 1947, tra le condizioni di resa imposte all'Italia, vengono prevedibilmente inserite quelle relative al disarmo, con la cessione o la distruzione di armamenti, fortificazioni e installazioni militari. Ne consegue dunque una forte riduzione della stessa produzione bellica, a cui si accompagna inevitabilmente una grave crisi economica che colpisce tutte le realtà industriali la cui produzione è legata al mercato della guerra. É un periodo difficile per l'Odero Terni Orlando (1929-1951), che diverrà, poco più tardi Società Meccanica della Melara (1951-1955) e infine, OTO Melara S.P.A. (1955-1994). Gli anni del dopoguerra vedono infatti gli stabilimenti spezzini impegnati in una intensa attività di ricostruzione di quei reparti andati distrutti o danneggiati durante il conflitto, mentre per quanto concerne la produzione, questa si riduce esponenzialmente a causa della scarsa disponibilità di commesse militari, che prima assorbivano la quasi totalità delle capacità del complesso industriale. In parte, la nuova produzione si declina alle riparazioni di guerra e vengono intensificati i lavori di carpenteria (strade, ponti e carri ferroviari), sebbene questi si rivelino attività poco remunerative, per via della scarsa specializzazione della ditta e della forte concorrenza (il mercato ferroviario era in mano all'Ansaldo). La OTO, pur penalizzata da un numero esorbitante di dipendenti (2500 operai circa), inizia così a produrre materiale rotabile ferroviario e di motrici, di cui il paese ha un urgente bisogno: con la guerra sono andati distrutti il 56% delle locomotive a vapore, il 67% delle locomotive elettriche, l'86% delle automotrici e il 60% di carri e carrozze.
Si ricorda anche la ricostruzione, nel 1946, del viadotto Borgo Val di Taro sulla linea, tutt'ora attiva, La Spezia – Parma.
Ma il vero inizio della nuova attività di produzione civile coincide con la costituzione della Società Meccanica della Melara nel 1951, dopo la messa in liquidazione della OTO sotto la Finmeccanica. É in questo momento che si intensifica la ricerca di nuove strade per sanare la crisi economica ed evitare la chiusura definitiva dell'azienda. Si iniziano a progettare i primi trattori, le prime macchine tessili, ma anche i carrelli elevatori e altri oggetti di uso domestico. Avviene un vero e proprio passaggio dai lavori di carpenteria alla meccanica specializzata, che, tuttavia, non dà i risultati attesi, a causa della concorrenza nel settore. La parentesi dei trattori avrà breve durata: nel 1959 la produzione viene sospesa, parallelamente ad una ripresa nel settore bellico. Seguirà, l'anno successivo, una riduzione per quanto riguarda la produzione di macchine tessili ma un potenziamento del reparto ingranaggeria, che proseguirà negli anni successivi nonostante il ritorno della OTO Melara S.P. A. nel mercato militare.
La produzione civile costituisce dunque una breve parentesi nella storia dell'azienda spezzina, il cui nome resterà difatti comunque ancorato al mondo del mercato militare, al punto che la memoria di questo particolare periodo storico resterà a lungo trascurata e semisconosciuta. Eppure questa parentesi storica rappresenta una tappa fondamentale per l'evoluzione di una società che ha saputo cogliere ed accettare le difficoltà e le necessità del momento, affrontando la crisi economica in maniera lucida ed evitando così il pericolo del fallimento.
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Data compilazione scheda
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Aprile 2024