<p>Il <strong>semovente d'artiglieria corazzato </strong>da <strong>75/18</strong> viene progettato dall'<strong>Ansaldo</strong> a partire dal 1938, come dotazione per le unità corazzate del Regio Esercito nel quadro del programma di potenziamento deciso dallo Stato Maggiore in quegli anni. Si tratta di un normale obice da campagna, leggermente modificato per limitare l'ingombro, montato sullo scafo del carro <strong>M13/40</strong>, oppure, come nel caso dei modelli successivi, sugli scafi di carri <strong>M14/41 </strong>e <strong>M15/42</strong>. I semoventi in questione differiscono dal modello M13/40 solamente per l'armamento secondario presente sul tetto della camera di combattimento, costituito da una mitragliatrice breda cal. 8 mod. 38. </p>
<p>Fu un mezzo efficace sul campo di battaglia, senza considerare che era più economico da produrre rispetto a un carro armato standard. Il teatro di guerra in cui venne sfruttato maggiormente fu la campagna d'Africa, dove venne assegnato al 132° Reggimento di Artiglieria della Divisione Corazzata Ariete. Venne considerato un carro temibile, utilizzato con funzioni di appoggio alla fanteria e ai carri armati, assalto e arresto, interdizione e controbatteria. La sua corazzatura frontale gli conferiva inoltre una protezione pari a quella degli altri carri dell'Asse. </p>
Tavola progettuale di Dogini, Magnoni e dell'Ingegner Zani avente come oggetto la vista in pianta e la sezione del bunker perimetrale allo stabilimento.